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RECENSIONI D'ARTE - ARITICOLI CRITICI

Spazio interattivo ove è possibile pubblicare recensioni inerenti una mostra di pittura già conclusa o il lavoro di un artista pittore. Puoi dunque pubblicare brevi saggi critici o articoli di Critici d'arte, ma tieni presente che ogni scritto deve essere attinente alla pittura. Clicca sul tasto INFO e poi su SCRIVI.


Data Inserimento: Thu, Oct 6, 2016 - 00:34:42

Evento N°: 69

Nome: MARIA STELLA VALENTINI

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Località: PRATO
All’interno del panorama artistico contemporaneo spicca la figura di Raffaele Guastamacchio, maestro pugliese di grande creatività, dotato di uno spirito fervido, brillante ed inquieto. Uno sperimentatore che attraverso una continua e indefessa ricerca , ha raggiunto da tempo elevati livelli espressivi, esplorando campi, temi e materiali d’arte sempre nuovi, sempre rielaborati , sempre personalizzati . Dopo anni di studi sulla grafica , il colore e la luce , ha definito, tappa dopo tappa, i sentieri del proprio percorso artistico ,un percorso sempre pronto a rinnovarsi, a trasformarsi, a focalizzarsi su input creativi ed effetti espressivi originali.
Un percorso di maturazione artistica profondo, un percorso di ricerca mai fine a se stesso, mai proteso alla ricerca sterile di novità, ma un ‘esigenza intima e profonda di offrire al pubblico un ‘arte dinamica, sentita , vissuta.
Lontano da correnti precostituite , l’artista non solo non risulta mai simile ad altri artisti, ma non si presenta mai uguale nemmeno a se stesso, esaminando le varie fasi, che caratterizzano la sua carriera.
Al centro dell’arte di Guastamacchio ci sono le emozioni, il prodotto artistico non è un oggetto da osservare ed ammirare a distanza: per Guastamacchio l’arte deve polarizzare lo spettatore in un momento sinestetico, durante il quale tutti i sensi vengono coinvolti , fino ad immergerlo in quel vortice espressivo, che , nei suoi intenti ideali, deve trasfondersi dall’artista al visitatore tramite le sue opere e le sue installazioni.
La luce delle lampade di Wood da tempo fa eco alla meraviglia dei colori luminescenti delle sue opere, ma in questa ultima fase creativa, gli effetti creati da questo binomio, si sono mirabilmente coniugati all’emerso amore dell’artista per le bellezze dell’antichità e la passione per l’archeologia.
Un tuffo nel passato, che riaffora, che riemerge dall’oblio, arte figurativa antica , vista con gli occhi dell’artista contemporaneo, che ne ama le caratteristiche di sacralità, di proporzione , di policromia, di armonia.
Stele ed antefisse che aprono una finestra sul nostro patrimonio iconografico passato , ricco di figure mitologiche, creature divine, simboli di una religiosità ancestrale e di rituali cultuali delle origini della civiltà.
Testimonianze di un passato che è foriero di messaggi universali, di bisogni umani atavici, di storia , di eternità , rivisitati con l’occhio di oggi, attraverso la tecnica e i mezzi espressivi dell’artista , che ne fornisce una versione originalissima , spettacolare ,completamente rinnovata.



Data Inserimento: Fri, Apr 1, 2016 - 14:29:53

Evento N°: 68

Nome: cesare morali

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Località: BERGAMO
FRANCA CERUTI

La pittrice bergamasca Franca Ceruti, da poco scomparsa, era un'artista dalla vasta esperienza sviluppata nel campo dell’arte sia come pittrice dotata, che come responsabile per molti anni della galleria d'arte L'Araldo. Se agli esordi le opere rispondono ad una espressione figurativa tradizionale, progressivamente la ricerca sviluppata sull'utilizzo di materiali di semplice uso quotidiano come stoffe, fili di cotone, graffette, carte colorate, spille da balia, pezzi di giornale e pellicole fotografiche modifica radicalmente il suo linguaggio artistico che è riconducibile all'estetica postmoderna. Congegnando i rapporti dei piani e dei volumi con il vivace utilizzo del colore, nelle sue composizioni la pittrice dispone questi materiali e li sovrappone definendo, con una serie di strutture ricche di ingegnosa creatività, lo stato d’animo ispiratore dell’opera. La lettura di un lavoro richiede a volte un’attenta analisi e un’accurata decodificazione dei vari elementi, anche simbolici, che Franca Ceruti introduce nei suoi lavori artistici.
L'esposizione personale del 1990, allestita nella storica sede del Circolo Artistico Bergamasco in via Pignolo sviluppa questa caratteristica ricerca personale. Le opere riflettono esperienze di vita vissuta, interpretazioni emozionali della pittrice e illustrano percorsi, brani o frammenti del suo racconto autobiografico. Seguono varie esposizioni personali alla Galleria d’Arte “Fontana del Delfino”, alla Galleria d’arte “La Nassa” di Lecco, all’Atelier dell’Arte di Clusone, alla galleria “Il Vicolo” di Voghera, alla Galleria Mazzoleni di Bergamo, alla Biblioteca Rionale di Città alta, in piazzetta Manzù, allo spazio espositivo “Rubbi” di Sorisole, alla nuova Galleria del Circolo Artistico Bergamasco e alla Biblioteca Ciro Caversazzi. Parallelamente all’attività artistica, Franca Ceruti progetta un metodo sperimentale basato sul colore, sul disegno e sulla composizione. Raccoglie le sue concezioni in un libro che, accanto a varie soluzioni cromatiche personalizzabili, dimostra di poter stimolare l’interesse dei fruitori, impegnandoli in una collaborazione pratica, che mette in evidenza e valorizza il loro gusto estetico. La pittrice esplora varie discipline anche di natura psicologica per verificare la possibilità di applicare il suo tipo di ricerca a diversi campi, come quello della creatività infantile, quello della cura di persone portatrici di problemi, e quello della formulazione di un messaggio comunicativo interpersonale. Nascono così i metodi Colori e forme, Stare bene con i colori, L’arte come terapia. Per i giovani predispone Il suo programma che prevede l’utilizzo del colore, di una varia simbologia, di una specifica gestualità ed è rivolto alle scuole elementari come divertimento, alle scuole medie come possibilità di espressione, e alle scuole superiori come supporto nella comunicazione. Le potenzialità di questo programma sono state verificate con successo alla Scuola Media “Stoppani” di Malgrate e alla Scuola Elementare di Maggianico (Lecco). Il corso Percezione e visione seguito da un gruppo di ospiti della Casa Circondariale di Lecco, ha raccolto giudizi molto favorevoli.
Il lavoro di ricerca di Franca Ceruti è stato preso in considerazione nella tesi di laurea dal titolo: “La ricerca del benessere nella società odierna attraverso l’arte-terapia” con la quale Tiziana Suardi si è laureata in Psicologia all’Università di Padova. Piccoli creativi è l’ultima opera elaborata per i bimbi della Scuola Materna che è stata presentata all'inaugurazione della sua ultima esposizione personale alla Biblioteca Caversazzi. I reconditi significati di alcune espressioni che appartengono alla sensibile interpretazione di Franca Ceruti e rivelano le urgenze del suo mondo interiore, fanno pensare alla definizione di Sigmund Freud secondo cui: “Gli artisti sanno una quantità di cose tra cielo e terra che il nostro sapere accademico neppure sospetta…”.




Data Inserimento: Mon, Dec 28, 2015 - 14:41:03

Evento N°: 66

Nome: Mattia De Luca

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Località: TREVISO
“Tra segni e simboli”

L’opera di Sandra Fagnol Piovesana è frutto di una continua e considerevole ricerca sui valori ermetici della vita umana che prende forma mediante la corposità della pittura ad olio e la pregnanza segnica. Le sue tele rappresentano molteplici pennellate cangianti e simboli arcani difficilmente decodificabili. L’occhio umano percepisce una griglia sinfonica articolata da particolari e sintetiche forme che comunicano caos e curiosità. Sandra Fagnol Piovesana fonde l’esperienza del reale con un sistema totalmente immaginario, traducendo il ricordo nell’evidenza pensata e manipolata del presente. Le sue creazioni sono anche la trasposizione delle esperienze vissute durante i viaggi fisici, concettuali e spirituali, proiettati in elaborazioni tipicamente grafico – pittoriche con caratteri estremamente simbolici. Sperimentatrice e ricercatrice di idiomi, riprende la sua gestualità sottoponendola alla memoria, all’istinto più solerte. Il fine del suo operato non mira all’estetica, si tratta di un messaggio intuitivo, una valvola di sfogo correlata alla ricerca e al mistero più profondo.
Il noto artista del Novecento, Riccardo Licata, basò gran parte della sua produzione artistica sul linguaggio alfabetico in cui lettere immaginarie compongono opere ritmiche e riflessive.
Sandra Fagnol Piovesana, attratta da questo genere stilistico, decide di avvicinarsi all’analisi calligrafica inventando situazioni e combinazioni che sono la traduzione e la contemplazione di vedute dall’alto di marciapiedi e luoghi vissuti. Il suo rapporto con il segno grafico muta e acquista un ampio spazio nella composizione visiva, accentuando toni e sagome sulla superficie cromatica. L’uso dei colori accesi esprime carica energetica e allo stesso tempo coinvolge l’osservatore, invitandolo ad immergersi in un mondo apparentemente lontano ma in realtà molto vicino. La soglia tra realtà e finzione è molto sottile, ciò che appare è il regno interiore dell’artista.


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