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RECENSIONI D'ARTE - ARITICOLI CRITICI

Spazio interattivo ove è possibile pubblicare recensioni inerenti una mostra di pittura già conclusa o il lavoro di un artista pittore. Puoi dunque pubblicare brevi saggi critici o articoli di Critici d'arte, ma tieni presente che ogni scritto deve essere attinente alla pittura. Clicca sul tasto INFO e poi su SCRIVI.


Data Inserimento: Sat, Jan 23, 2010 - 14:55:20

Evento N°: 17

Nome: Edison Vieytes

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Località: COSENZA
Il Grande Pathos artistico di Vieytes
e la bidimensionalità del dittico

Si è svolta presso la suggestiva cornice della Galleria Don Rodrigo nel centro storico della città bruzia, la personale di pittura del Maestro Edison Vieytes, dal titolo “Sogni e Colori”. Le opere presentate in questa occasione, ripercorrono il tema caro all’artista, cioè la natura, nella sua veste intensa e corroborante, in una sorta di panismo che lega strettamente l’umanità ad essa. Le sensazioni, la emozioni, i ricordi della propria terra natia d’Uruguay (ricorrente la figura del gaucho e del cavallo, delle grandi distese d’erba, dei tramonti sanguigni), e anche delle meraviglie di Calabria (suggestive le opere in carboncino sanguigno di alcuni scorci di Altomonte) emergono nella forza e nell’ espressività di una pittura essenzialmente impressionistica ove, la luce e l’uso del colore puro e potente, regalano sensazioni e atmosfere di grande impatto emotivo. In questa mostra, il Maestro, ha però presentato una novità nella trattazione tematica. La natura è sempre al centro d’ogni cosa, d’ogni sensazione, d’ogni emozione, ma si presenta agli occhi del fruitore come calata in un sogno, in un’atmosfera bucolica di un luogo lungi dalla realtà tangibile, ove le impressioni coloristiche conferiscono fortemente questo principio. Di grande effetto i tulipani dai colori caldi che fioriscono tra il candore della neve, in una luce, in un bagliore di riverberi e riflessi che al fruitore sembra di poterli cogliere. L’artista ha fatto incamminare il pubblico convenuto per sentieri, boschi che conducevano verso l’infinito, verso luoghi della memoria, dell’anima e del principio del tutto. Si potevano percepire i profumi delle mimose, dei fiori di pesco, il fluttuare della ninfee sulle acque dello stagno, i girasoli dal giallo vitale cullati nel vento in una distesa dorata. Paesaggi d’autunno si rispecchiavano nelle acque leggiadre e tranquille, i rossi scarlatti e vermigli rendevano il fruitore parte di quei tramonti così veri, ma così sognanti. Le opere esposte riportano non solo sensazioni date dal colore, ma anche dal tratto leggero e allo stesso tempo preciso e deciso della grande tecnica pittorica dell’artista. Sono state esposte opere in acrilico, carboncino sanguigno, pastello su tela, su carte, su legno. Alcune delle opere esposte erano bidimensionali, cioè dipinte anche su lati che generalmente sono coperti dalla cornice, conferendo una sensazione di spazialità molto particolare, essendo esatto prolungamento sui lati del disegno frontale. Particolare il dittico ( opera composta da due tele) del campo di girasoli, ove la duplicità della tela crea l’immagine, ma sempre nel contesto della bidimensionalità: infatti le due singole tele constavano del loro prolungamento sui lati, della bidimensionalità, appunto. La pittura dell’artista Vieytes si muove, dunque, su di un percorso espressivo e di esperienza essenzialmente legato al mondo naturale e affrontato nei suoi aspetti più profondi e intrinsechi. Una ricerca pittorica ed espressiva, dunque, la sua, che gli offre la possibilità di evidenziare le sfaccettature, le atmosfere, le sensazioni, gli aspetti e la vera essenza del un mondo circostante, nel quale, la natura stessa si mostra nel suo fulgore più profondo; attraverso le luci e le ombre, l’effetto coloristico, il tratto preciso ma spontaneo regalando sempre momenti di grande pathos artistico.
Dott.ssa Raffaella Buccieri.




Data Inserimento: Mon, Jan 18, 2010 - 17:22:04

Evento N°: 16

Nome: Marinella Albora

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Località: GENOVA
L'Esclusione e la Forza - a cura di Monica Martins

Volere giocare, riflettere nello specchio - la bianca tela - il reale e vivo attraverso l'armonizzazione del colore; nelle mani che senza fretta fannorivivere con dignità gli oppressi ... Siamo tra sguardi fissi, non fermi, dove tutta una storia si racconta, si presenta.
Nelle opere di Marinella Albora la protezione si è denudata, la forza nella fragilità umana è coinvolgente: trovata.
Con il cromatismo discreto, la perfezione nella ricchezza dei dettagli, l'artista esprime con fugacità i sentimenti di quelli che dal loro buio interiore camminano verso l'incontro: "la luce".
La continuità di una vita fra le braccia di quell'uomo accovacciato fa ancorarsi il coraggio di proseguire a lottare, come nel quadro l'Arabo con il Bambino.
I temi scelti dalla pittrice si rapportano ai meno fortunati.
Personaggi dal mondo disordinato che forzatamente sono messi al margine della vita.
La sensibilità della pittrice rifiorisce in noi una ammirazione intrigante, risaltando quello che è l'inusitato della "negativa dolcezza" dalla realtà umana.
Marinella Albora rivive e ricrea scenari quotidiani, dove le persone semplici, in cui la vita prova ad escludere la felicità, appaiono intutto quel che poteva essere trasmesso fra la trasparenza involontaria di un "piccolo ristretto mondo".
Con una tecnica sua, una sua allusione al mondo, con poco colore, solo quello essenziale, l'artista esalta un'arte ricca e simbolica.
L'uomo, la solitudine, la sofferenza, l'esclusone e la forza! Sì, questo è il messaggio: La Forza che, indipendente dalla situazione imposta, fa rivedere che il fragile si fa "solo" agli occhi, ma mai si farà all'essenza. La necessità di espressione non è contenuta, neppure limitata, gira in una magnifica unicità armonica. Il reale ed il desiderato. Il "granello", quello che se ben seminato aiuterà la continuazione della vita.
Proseguire senza paura, questo è il percorso delineato dalla ispirazione di Marinella Albora.
Da: è:ikon - settembre 2009.




Data Inserimento: Sun, Dec 6, 2009 - 19:26:31

Evento N°: 14

Nome: Edison Vieytes

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Località: COSENZA
E’ EMOZIONANTE PERCEPIRE ...

La percezione per definizione è il processo mediante il quale traiamo informazioni sul mondo nel quale viviamo. Se vogliamo, invece, raccogliere le caratteristiche dell’atto percettivo, possiamo dire che esso è primitivo ed immediato (nel senso di non essere intellettuale e riflesso), oggettivo (nel senso di essere legato a condizioni esterne al percepiente) e globale ed unitario ( nel senso di non essere una pura eccitazione puntuale) .
E’ noto che per poter vedere, è necessario che si verifichino alcune condizioni: bisogna che nell’ambiente vi sia luce, gli occhi debbono essere aperti, essi debbono venire puntati e messi a fuoco in modo adeguato su un qualcosa di specifico, la retina deve reagire alla luce, e via discorrendo. Se anche una di queste condizioni non si verifica noi non vediamo niente. Eppure, non sembra che la visione derivi da una catena così complicata di circostanze, ma abbiamo l’impressione che le cose siano semplicemente là, di fronte a noi, di poterci affacciare al mondo, e cogliere direttamente l’ambiente esterno. Ciò accade soprattutto se i nostri occhi mettono a fuoco un’immagine che con naturalezza e immediatezza ci comunica una realtà da noi stessi desiderata e sognata. Mi riferisco all’impatto emotivo scaturito dalla percezione visiva di un’opera dell’artista Edison Vieytes. Si tratta di una specie di immedesimazione di identificazione, basata su un’ apprendimento precedente che riusciamo ad estrapolare quando ci troviamo di fronte alle sue opere. Uno stato d’animo, un comportamento o un’emozione viene individuata con semplicità di fronte ai suoi quadri.
Nell’artista si rintraccia spontaneamente un correlato psicologico del processo percettivo dinamico. In altri termini se un paesaggio di Edison Vieytes ci sembra malinconico, evidentemente la struttura percettiva di quel paesaggio realizzata dall’artista è isomorfa, in qualche modo, con lo stato d’animo di malinconia oppure con il comportamento di una persona manifestante malinconia.
L’espressività dell’artista è quindi di una qualità globale, la percezione delle emozioni è una caratteristica particolare della sua espressività.
Edison Vieytes può essere definito un “ artista empatico”, ovvero attraverso la sua arte riconosce e decodifica le emozioni altrui. Con il termine “empatia” mi riferisco alla capacità di sintonia emozionale, ossia al sentire come si sente un altro mettendosi nei suoi panni, la capacità di percepire l’esperienza soggettiva altrui senza necessariamente condividerla. L’artista individua le caratteristiche emozionali che lo circondano e le trasforma in opere d’arte. Osservando i suoi quadri capita spesso che l’osservatore venga catturato da un’emozionalità che riconosce e decodifica in modo immediato. Possiamo dire che i suoi quadri trasmettono e che l’osservatore con facilità riesce a proiettare le sue emozioni: tra i suoi paesaggi e immense distese di verde possiamo individuare la nostra voglia di libertà, percorrendo le sue strade inalberate, colorati di una luce surreale, si può cogliere il desiderio altrui della solitudine, la riva del mare può trasformarci in romantici sognatori che si perdono in un tramonto con sfumature di amore e colore. Al galoppo di un suo puro sangue possiamo individuare la nostra voglia di ribellione e perderci tra le distese di girasoli dopo una giornata piena di tensioni.
La forza dell’artista sono i suoi dettagli, i suoi personaggi, le sue idee in modo magnetico ci trascinano in realtà sognanti.
Ribadisco come la percezione delle emozioni sia una caratteristica peculiare della sua arte. Ovviamente riconosciamo nei suoi dipinti anche le sue di emozioni che come un vortice ci trascinano al centro di ogni sua grande creazione.
Concludo con una definizione:
”Per motivazione si intende qualcosa, un bisogno, un motivo, per l’appunto che spinge l’organismo all’azione e che lo sostiene una volta che l’attività ha avuto inizio”.
La forza dell’artista è quel qualcosa, quel bisogno, quel motivo che lo spinge verso l’Arte in modo quasi “compulsivo” e “ossessivo”. Se avremo modo di incontrarlo gli chiederemo cos’è, se ne avrà voglia ci rivelerà il segreto della sua Arte.
Dott.ssa Gabriela Vieytes



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