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RECENSIONI D'ARTE - ARITICOLI CRITICI

Spazio interattivo ove è possibile pubblicare recensioni inerenti una mostra di pittura già conclusa o il lavoro di un artista pittore. Puoi dunque pubblicare brevi saggi critici o articoli di Critici d'arte, ma tieni presente che ogni scritto deve essere attinente alla pittura. Clicca sul tasto INFO e poi su SCRIVI.


Data Inserimento: Thu, Apr 2, 2015 - 14:56:09

Evento N°: 64

Nome: Mattia De Luca

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Località: TREVISO
Campari: Attimi

Fabio Campari, artista autodidatta, esterna analiticamente il suo icastico iperrealismo affrontando il tema della figura umana, in particolar modo i volti. Vive la sua arte come mezzo di indagine psicologica, strumento espressivo che gli permette di giungere ad una profonda coscienza di sé e di tessere un dialogo spirituale tra l’esteriorità e l’interiorità. La dimensione introspettiva prende forma nel suo operato artistico, passando così attraverso un processo filosofico. Nella veridicità figurativa l’anima diventa materia.
La tecnica prediletta ed usata da Fabio Campari è il disegno a matita su carta. Mira alla comunicazione, nel segno trova il suo primitivo, quasi istintivo, strumento di traslitterazione dei moti psichici. Ogni disegno si traduce in pensiero visivo. I volti raffigurati esprimono sensazioni, osservano e scrutano il fruitore creandone un coinvolgimento emotivo diretto, sono volti di persone colte in attimi quotidiani, caratterizzati da momenti di riflessione, di curiosità e talvolta anche intimi. Soffermandosi sull’opera “Ragazza bagnata dall’acqua”, indubbiamente è percepibile la notevole padronanza ed abilità tecnico-espressiva dell’artista. Il volto si presenta leggermente reclinato all’indietro, la pelle è levigata e diventa supporto di un ritmico getto d’acqua, evidenziando il rapporto tra uomo e natura. Il fluire dell’acqua sul volto della ragazza dà vita ad una strabiliante texture, coprendo parzialmente l’epidermide ed esaltandone la bellezza.
I ritratti di Campari sono opere “vive”. L’obiettivo primario è quello di riprodurre le sensazioni nell’istante preciso in cui invadono i soggetti che ritrae. Il supporto utilizzato, in questo caso la carta, diventa la soglia tra realtà e finzione. La sua è un’arte armonica che cela un’acuta sensibilità acquisita attraverso la passione e la dedizione per il rapporto e l’equilibrio psicofisico.
Il pathos narrativo nelle sue figurazioni formula un linguaggio memore della tradizione iperrealista e accentua di volta in volta l’analisi sempre più lenticolare del soggetto evidenziandone una capacità tecnica autoreferente, proiettata verso una ricerca sulla psicologia universale, con una tendenza segnica ritmica e corposa volta a rievocare attimi di vita. I caratteri del suo operato aprono all’artista prospettive brillanti, da approfondire per un maggiore sviluppo.


Mattia De Luca



Data Inserimento: Tue, Mar 31, 2015 - 18:26:06

Evento N°: 63

Nome: Mattia De Luca

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Località: TREVISO
L’Arte di Veruska Boscaro
Poetica di Frammenti

“Si dipinge col cervello e non con le mani”. Lo disse Michelangelo. Lo dimostra tutt’oggi Veruska Boscaro con la sua notevole produzione artistica dove la riflessione e l’analisi etica sono il trampolino di lancio del suo percorso. Attraverso una raffinata ed accurata esecuzione tecnica, le opere dell’artista avvicinano il fruitore ad una dimensione idilliaca facendo rivivere i miti classici.
Antonio Canova e Paolo Veronese, autori celebri della storia dell’arte, diventano la sua più grande fonte di ispirazione. Veruska traduce la scultura neoclassica in pittura ricorrendo all’uso dell’antica tecnica dell’affresco, grazie al quale le sue iconografie vibrano nello spazio rievocando la tradizione moderna con un filtro personale e del tutto originale. L’eccellente resa anatomica dei personaggi evidenzia quel senso di leggero dinamismo rendendo verosimile la superficie epidermica.
La sua ricerca, come nello stile canoviano, è caratterizzata dallo studio dei gesti sempre contenuto e misurato, dalle interferenze psicologiche ed emotive, che appaiono spesso assenti o, trasformate ed elaborate in una pacata silenziosità. Un affresco che ha scaturito molte attenzioni è “Cavallo bianco” del 2014. L’elemento pregnante di quest’opera è un frammento di grandi dimensioni che simula l’idea di un maestoso cavallo colto nell’attimo di un’intrepida corsa. La linea delicata dei contorni è modellata con una soave morbidezza, il movimento è suggerito dall’oscillare della folta criniera. L’inclinazione della figura permette di individuarne un’ipotetica posizione dando origine così ad un perfetto equilibrio compositivo. Il tutto si contrappone con un fondo granuloso, apparentemente grezzo ma pur sempre nobile risultando pervaso da un magico valore materico e statico che va a simulare la stratigrafia della superficie d’affresco. Anche qui, come nei precedenti affreschi, il colore determina una chiara chiave di lettura che racconta ciò che l’occhio vede.
Evidenzia eventuali stati d’animo ed arricchisce la composizione creando effetti di luce interessanti e mirati. Sempre nell’anno 2014 l’artista ha reso omaggio a Paolo Veronese realizzando una serie di curiosi affreschi sul tema delle allegorie di Villa Emo, Villa Chiminelli e Villa Soranzo. La ricerca del frammento è quasi sempre presente nelle sue opere, dove focalizza la cura e l’analisi per il dettaglio. Corpi e strumenti diventano il binomio perfetto per rivisitare e far rivivere l’arte del passato in un contesto contemporaneo. Inoltre il frammento diventa pretesto di studio, di ricerca e di approfondimento dei particolari, è inteso come sezione scelta per esprimere una maggiore forza espressiva. Questi valori, maturati soprattutto nell’ambito della tradizione pittorica veneta e filtrati attraverso un’esperienza del tutto originale, definiscono la fisionomia profonda della sua opera pittorica. Nell’approccio e nel procedimento tecnico-pittorico di Veruska colgo una forte personalità ed un’acuta sensibilità. Molteplici sono i fattori che fanno di lei un’artista eclettica. Le sue rappresentazioni sono unite ad un’esperienza emotiva, rievocativa, a suo modo parziale, frammentaria, ma unitaria nel senso dell’esperienza.


Mattia De Luca



Data Inserimento: Tue, Mar 31, 2015 - 18:22:13

Evento N°: 62

Nome: Mattia De Luca

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Località: TREVISO
MIRKO DAL MOLIN
“Gestualità”

La pittura di Mirko Dal Molin nasce dal desiderio di esprimere se stesso senza alcun tipo di limitazione. Svela il suo inconscio dove la ricerca accurata per il colore attinge ad una forza cinetica, e da questa trae nutrimento. Dal Molin segue l’impulso della pittura d’azione, il valore cromatico emerge con l’impeto drammaticamente lirico, attraverso gesti spontanei che riconducono al linguaggio dell’Action Painting. Tutto diventa gesto dinamico dell’animo, la tecnica applicata, in tal caso l’esplosione dei colori, è veicolo basilare su cui trarre nuovi simbolismi che si esaltano nel suo farsi. Le pennellate corpose, scaturite dall’interazione tra pulsione espressiva, azione e sensibilità, trasmettono una visione infinita che sembra proiettarsi al di fuori del dipinto. L’istinto solerte trasferisce volume e spessore all’opera affrontando un percorso apparentemente turbolento nello stile, ma nobile nella poetica. In molti suoi dipinti i piani si intersecano tra di loro, esaltano i reciproci rapporti tonali, dando vita a spazi autonomi che accendono la memoria e fanno rivivere i ricordi. Evidente è la sintonia tra colore, materiali e gestualità, concepita tramite un’articolazione espressivamente funzionale e strutturata. I resoconti espressivi dell’artista si liberano all’insegna di una variazione stilemica lasciando libera immaginazione alle memorie figurative. L’operato pittorico di Mirko Dal Molin è l’insieme delle azioni spontanee, suggerite, spinte da stati d’animo e da condizioni sociali attuali che stimolano l’artista ad individuarne le particolarità in chiave astratta.
Questi aspetti stilistici gli permettono di raggiungere una saturazione espressiva mirata ed autoreferente.


Mattia De Luca


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