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Il velato Realismo Magico di Giampaolo Ghisetti

Il velato Realismo Magico di Giampaolo Ghisetti - Articolo del critico e storico d'arte moderna, dott.ssa Anna Rita Delucca








 

 GIANPAOLO GHISETTI
Il velato Realismo Magico di Giampaolo Ghisetti

Articolo del critico d'arte Anna Rita Delucca Il critico d'arte Dott.ssa Anna Rita Delucca

A voler essere sinceri non ci sarebbe più da scrivere molto sull’arte di Ghisetti: le sue opere si narrano da sole e a completarne la definizione ci hanno già pensato, a cominciare dagli anni Settanta fino al nuovo millennio, esaurienti testi di vari studiosi tra cui Michele Beraldo. Così a noi odierni osservatori delle sue performances stilistiche, non rimane che approfondire la ricerca sulle fasi creative che hanno caratterizzato nel tempo la vastissima gamma di questo raffinato artista: pittura, ceramica, decorazione, vetro, scultura, disegno. Ghisetti non si è certo risparmiato nell’assidua sperimentazione di tante discipline Fig. 1 - Giampaolo Ghisetticardine dell’arte italiana e oggi il risultato di una continua evoluzione verso la perfezione creativa è giunto alla piena maturità. Filo conduttore che attraversa tutte le fasi della sua opera è la grande esperienza artistica veneziano-muranese, accanto alla rigorosa osservazione prospettica, alla riflessione silenziosa e composta della scena pittorica, caratteristiche queste, apprese dallo studio appassionato dei maestri quattrocenteschi e rinascimentali, da Piero della Francesca e Paolo Uccello, fino al Mantegna e a Giorgione, dal quale, a nostro parere, sembra aver tratto ispirazione nella costruzione architettonicamente strutturata di uno struggente quadro che porta il titolo di ‘Sacra Famiglia’ (fig. 1) in cui la ‘mater’, abbraccia disperatamente il corpicino esanime del suo piccolo mentre l’altro infante rivolge lo sguardo attonito verso lo spettatore. La figura maschile che nell’opera rinascimentale rimane in piedi, distanziata, ad osservare il gruppo familiare, nel dipinto di Ghisetti si trova nella medesima zona scenica ma distesa e senza vita. Ne ‘La Tempesta’ di Fig. 2 - Giampaolo GhisettiGiorgione (fig. 2) compare un paesaggio con architetture sullo sfondo, la madre tiene teneramente il suo bambino, non compare un secondo fanciullo ma si inseriscono molti dettagli totalmente assenti nell’opera di Ghisetti la quale, al contrario, appare di gran lunga più scarna di elementi oggettivi , maggiormente lineare ma comunque composita e ordinata pur nella sua urlata drammaticità, inoltre la costruzione d’insieme segue una linea comune a quella riscontrabile nel quadro del grande pittore cinquecentesco, ma l’enigmaticità, il senso di attesa, la staticità della scena che rendono misterioso il fermo immagine, nell’opera del contemporaneo hanno fatto un passo oltre: siamo già dentro all’evento drammatico che nel quadro precedente restava come in attesa, sospeso. Come nella ‘Sacra Famiglia’, pure in tutte le opere dell’artista veneziano, le tonalità pastello costituiscono un visibile richiamo alla ricerca di armonia tra forma, linea e luce, per trasfondere un’aura di silenzio e mitica riflessione. L’opera omnia di Ghisetti trattiene in sé la sottile (ma importantissima) influenza di una parte fondamentale della storia artistica Fig. 3contemporanea: la metafisica di De Chirico e Carrà, (fig. 3), il mistero della spazialità geometrica, l’equilibrio formale di Casorati e Donghi, il Realismo Magico o meglio, l’arte del ‘ritorno all’ordine’ dopo il dilagare delle correnti avanguardistiche (come suggeriva, negli anni Venti del Novecento, Bontempelli nella rivista ‘Valori Plastici’) ma suggellata da elementi surreali. Alfred H. Barr Jr. , direttore del Museum of Modern Art di New York, nel 1943 definì il termine Realismo Magico: << ….Opera di pittori che servendosi di una perfetta tecnica realistica cercano di rendere plausibili e convincenti le loro visioni improbabili, oniriche o fantastiche >> . Giampaolo Ghisetti nella propria espressione pittorica accoglie, in un certo senso, tale definizione. Il suo ‘Cenacolo’ (fig. 4) è prettamente esplicativo di tale concetto: in un gruppo scenico di chiaro stampo leonardesco ma trasferito in un contesto d’epoca contemporanea la realtà della storia evangelica si trasfigura nella fantasia dell’artista attraverso i personaggi: Gesù, giovane uomo del Duemila in Fig. 4 - Giampaolo Ghisetticamicia, i Dodici in abiti contemporanei conversano in una cena con gatto e ciotola moderna sotto al tavolo imbandito. Il costrutto scenico ha uno sfondo in stile rinascimentale come del resto tutto l’apparato architettonico. Il Vangelo si rinnova nel mistero della vita e il volto degli uomini che recitano quella scena pittorica è il volto dell’artista stesso che vuole ritrarsi in ognuno di loro per rivivere e rinnovare in una magica realtà l’atmosfera della storia e del mito religioso che da sempre accompagnano in modo inscindibile la nostra condizione umana inevitabilmente commista di terra e di cielo.
                                                          Anna Rita Delucca