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Venezia
- STORIA
La
data convenzionale della nascita di Venezia è il 25 marzo 421, quando
avvennero i primi stanziamenti delle popolazioni del Veneto continentale
che cercavano rifugio nella zone acquitrinose. Questi gruppi
costruirono villaggi su zattere fatte di pali di legno conficcati nella
terra sotto l'acqua, gettando le fondamenta per i palazzi galleggianti
di oggi. Il maggiore
insediamento si concentrò su Rivo Alto (oggi Rialto, ovvero la parte più
alta della laguna), e Venezia lentamente si sviluppò fino a diventare una
repubblica. Diede adesione formale all'Impero Bizantino e il primo della
serie dei 118 dogi di Venezia venne eletto nel 697. Il nome di Venezia
venne definitivamente collegato a quello di San Marco quando le spoglie
dell'apostolo vennero trafugate da Alessandria d'Egitto nell’828 e
portate qui perché venissero custodite nella Basilica di San Marco,
costruita appositamente e consacrata nel 1094. Nel 1095 la Repubblica
Serenissima fornì le navi a papa Urbano II per condurre la prima
crociata, che degenerò nel saccheggio e nella devastazione dell'Impero
Bizantino e di Gerusalemme. La quarta crociata, del 1202, vide i Veneziani
depredare e infine conquistare Costantinopoli. Fecero parte del bottino i
quattro cavalli di bronzo, la pala d'altare conosciuta come Pala d'Oro
e una serie di statue di marmo che adornano la Basilica di San Marco. A
quel tempo Venezia controllava un fiorente e grandioso impero commerciale,
con il vessillo di San Marco che sventolava su gran parte del Mediterraneo
orientale. Le ricchezze che la città accumulava ricadevano sotto il
controllo del Gran Consiglio, costituito dai membri delle famiglie più
ricche e potenti. Dopo una serie di battaglie e di trattati di pace
inconcludenti con la rivale repubblica marinara di Genova (che si
conclusero con la vittoria definitiva di Venezia nella battaglia di
Chioggia del 1380) la città lagunare rivolse le sue attenzioni verso la
terraferma, acquistando autonomia e alleati per sostenere la propria
popolazione, che era stata decimata dalla peste nel 1348. I commerci
continuarono a fiorire, ma la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi
nel 1453 segnò l'inizio della fine del dominio
veneziano. Nel nuovo ordine mondiale fatto di stati nazionali e di imperi
globali, la piccola Venezia non fu in grado di tenere il passo. I Turchi
si fecero rapidamente strada nell'impero mediterraneo della Serenissima,
prendendo Cipro nel 1570 e Creta nel 1669. All'interno cresceva
frattanto la corruzione e Venezia non aveva la volontà e la capacità di
equipaggiare né una flotta né un esercito abbastanza grandi da
fronteggiare quelle dei suoi nemici. La peste colpì ripetute volte,
spazzando via fino a un terzo della popolazione, e un gran numero di
tesori d'arte andarono perduti nel rogo che distrusse il palazzo del
doge. Fu in questo contesto che si inserì l'arrivo di Napoleone nel
1797 e il definitivo ridimensionamento della città assoggettata all'Austria.
I moti che portarono all'unità d'Italia si diffusero velocemente in
Veneto e Venezia venne annessa al Regno d'Italia nel 1866. La città fu
un pullulare di attività negli ultimi due decenni del XIX secolo:
aumentò il traffico marittimo e l'industria ebbe nuovo impulso; venne
costruito un ponte ferroviario per collegare Venezia alla terraferma,
cancellando per sempre lo status di isola della città lagunare; i canali
vennero allargati e resi più profondi; nel centro cittadino vennero
predisposte zone pedonali; e il turismo cominciò a decollare. Sotto
Mussolini venne costruito un ponte stradale a fianco di quello
ferroviario.
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Il
sestiere SAN MARCO
Cuore della città di Venezia,
il sestiere San Marco si sviluppò intorno a Piazza San Marco che
anticamente
si chiamava «Morso», forse perché il suo terreno era più tenace e duro
del circostante, e «Brolo» perché era erbosa e cinta di alberi. E’
stata il centro della vita civile e religiosa della città. A San Marco il
Doge era consacrato e acclamato e alla sua morte il corteo funebre una
volta raggiunta Piazza, ne sollevava la salma per nove volte in segno di
estremo saluto. I “capitani da mar” ossia gli ammiragli della
Serenissima prima della partenza per le loro storiche imprese ricevevano
le insegne del comando in Piazza San Marco, sia in tempo di pace che in
tempo di guerra.
Grazie a Napoleone Piazza
San Marco è conosciuta come “il
più bel salotto d'Europa, e i visitatori, come i piccioni, accorrono
qui da secoli per misurarne passo passo ogni singolo metro quadrato, La
piazza San Marco - l'unica a Venezia che porta il nome di
piazza, tutte le altre chiamandosi "campi" - è per il suo
eccezionale decoro definita la più bella piazza del mondo. Per quanto
delineatesi nel Medioevo, avendo assunto l'attuale estensione nel secolo
XII, ha schietto carattere rinascimentale. Tutta chiusa, sì da somigliare
piuttosto a un immenso salone marmoreo a cielo aperto, si allunga
trapezoidale davanti alla Basilica di San Marco che, con la sua espansa
facciata rutilante di mosaici e di gotiche fioriture, le fa da miracoloso
fondale ne ne è anche prospetticamente l'assoluta protagonista. La
Basilica di San Marco
è uno dei più spettacolari luoghi di culto del mondo, simbolo
dell'antica potenza marittima e commerciale della Repubblica veneziana.
Decorata con un incredibile numero di tesori giunti qui come bottino di
guerra, sormontata da cinque cupole a bulbo, sul modello della Chiesa dei
Dodici Apostoli di Costantinopoli, fu consacrata nel 1094. La basilica è
famosa per i suoi mosaici dorati, in
particolare quelli delle lunette sotto le arcate della facciata e quelli
che decorano le cupole. L'interno è rilucente: se riuscite a
distogliere lo sguardo dai raffinati mosaici, soffermatevi sul pavimento
in marmo del XII secolo. Tra i molti tesori racchiusi nella basilica
dietro l'altare maggiore vi è la splendente Pala d'Oro, in oro,
smalto e gemme preziose. Il Tesoro raccoglie molti oggetti frutto del
bottino ottenuto dal saccheggio di Costantinopoli nel 1204, tra cui una
spina che si dice provenga dalla corona che cinse il capo di Cristo sulla
croce. Sulla loggia sopra il portale principale
si trovano le copie delle statue dei cavalli; gli originali in bronzo
dorato, anch'essi sottratti durante il sacco di Costantinopoli nel 1204,
sono in mostra all'interno. Il Campanile del X secolo della basilica
crollò improvvisamente il 14 luglio 1902, e venne ricostruito pezzo per
pezzo nei 10 anni successivi. Se prendete l'ascensore che conduce in
cima, potete godere di un bel panorama della città e della laguna.
Palazzo Ducale
- Sulla piazzetta San Marco si affaccia l'elegante Palazzo Ducale,
che è stato per secoli il cuore politico della città. In stile
gotico-veneziano, dalle sfumature bianche e rosa, era dimora del doge e
sede delle più alte magistrature e di un paio di prigioni. Gli
appartamenti del doge si trovano al primo piano, mentre al secondo piano
vi è una successione di sale di riunione sempre più grandiose, tra cui
la Sala delle Quattro Porte (progettata da Palladio, affrescata da Tiziano
e Tintoretto), l'Anticollegio (con quattro dipinti di Tintoretto e il
Ratto di Europa di Veronese), la Sala del Collegio (ancora opere di
Veronese e Tintoretto), per culminare con l'immensa Sala del Maggior
Consiglio (alle pareti il Paradiso di Tintoretto, uno dei più grandi
dipinti a olio del mondo, e l'Apoteosi di Venezia di Veronese). Una
serie di corridoi conduce all'angusto e racchiuso Ponte dei Sospiri, che
collega il palazzo alle Prigioni Nuove. Potete poi uscire dall'ingresso
principale, la gotica Porta della Carta. Accademia
- Le Gallerie dell'Accademia
ospitano la più importante raccolta di pittura veneziana, di cui illustra
lo sviluppo dal XIV al XVIII secolo. Il percorso di visita inizia dalla
sala riunione della Scuola Grande di Santa Maria della Carità, la più
antica delle Scuole Grandi (le sei maggiori confraternite di Venezia). Le
opere di maggior interesse qui sono la Madonna col Bambino di Paolo
Veneziano e la pala d'altare Crocifissione e Apoteosi di Carpaccio. Le
sale successive ospitano splendide opere di Giovanni Bellini, in
particolare la sua Madonna col Bambino tra S. Caterina e la Maddalena, e
la misteriosa Tempesta di Giorgione. Ai dipinti di Tiziano seguono il
Ritratto di gentiluomo nel suo studio di Lorenzo Lotto, il Convito in casa
Levi di Paolo Veronese, e il Trafugamento del corpo di S. Marco e
Crocifissione di Tintoretto. Proseguendo in senso cronologico, si giunge
ai caratteristici paesaggi di Canaletto e Guardi e alle vedute d'interno
di Pietro Longhi. La visita volge al termine con le vibranti scene di
folla del XV secolo del Miracolo della Vera Croce di Carpaccio e della
Processione in San Marco di Gentile Bellini, che fanno rivivere il passato
con la loro meticolosa attenzione ai dettagli. Ponte
di Rialto -
Anticamente il
Ponte di Rialto era l'unico
collegamento stabile delle due sponde del Canal Grande. La leggenda
ricorda che nel 1181 Nicolò Bareteri costruì un ponte di barche chiamata
“Quartarolo”, dalla piccola moneta di pedaggio che si richiedeva per
il passaggio. Nel XIII sec. fu sostituito con un ponte di legno, che venne
distrutto durante la rivolta di Bajamonte Tiepolo, che si ritirò con i
rivoltosi presso le case
de Tiepolo e dei Querini presso Rialto. Il ponte fu ricostruito ma col
passare del tempo andò in rovina e finì per crollare nell'anno 1444
per la gran folla accorsa ad assistere al passaggio della Marchesa d
Ferrara. Ricostruito in legno in forma più ampia, con botteghe, con ponte
mobile, (quadro) all'inizio del ‘500 era così deperito che restaurato
dall'arch. Giorgio Spavento (1501) caduto in parte, si deliberava (1524)
di ricostruirlo in pietra. Presentarono progetti i più famosi architetti
del tempo: Michelangelo, Palladio, Vignola, Sansovino e più tardi Antonio
da Ponte, Vincenzo Scamozzi e Alvise Bandù. Il Da Ponte fu il costruttore
(ma solo in parte l'ideatore) con l'aiuto del nipote Antonio Contin.
Il ponte fu costruito tra i 1588-1591 sotto il dogato di Pasquale Cicogna,
l'epitaffio commemorativo sormontato dal suo stemma, si può scorgere ai
quattro lati del ponte. Il ponte di poderosa mole, solidamente pianta su
palafitte, l'unica audace arcata di oltre 28 metri che sopporta due file
di botteghe, collegate tra loro al centro da due grandi archi che si
tripartiscono l'intera larghezza del ponte. Palazzo
Grassi - Antichissima,
la famiglia Grassi trasse l'origine da Bologna, e nel 1230 si trasferì a
Chioggia, di cui ottenne la cittadinanza nel 1646. Trasmigrata a Venezia
salì agli onori del patriziato nel 1718 in un Paolo e fratelli (uno dei
quali
per nome Pietro fu vescovo di Parenzo) offrendo alla Repubblica
nell'ultima guerra contro i Turchi 60 mila ducati d'argento. Angelo, figlio
di Paolo, edificò verso la metà del secolo scorso un magnifico palazzo
in «Campo S. Samuele», sulle cui scale, a documento dei propri figli,
fece scolpire il motto: Concordia Res Parvae Crescunt. Palazzo di poderosa
struttura, con stilemi classicheggianti. Dopo un accurato restauro per
conto della Fiat diretto da Gae Aulenti e Antonio Foscari, è divenuto
negli ultimi anni contenitore di importanti mostre. Chiesa
di Santa Maria Formosa - La
leggenda narra che la Beata Vergine apparve in questo luogo al vescovo S.
Magno comandandogli di erigere una chiesa in suo nome. Questa nuova chiesa
fu dedicata alla Purificazione della Beata Vergine, e il popolo la chiamò
con il nome di S.M. Formosa in memoria alle forme prosperose con le quali
la Vergine apparì. La leggenda è sorta nel Trecento e se ne ha
documentazione per la prima volta nel 1060. I "casselleri"
(fabbricatori di casse che servivano per le spedizioni di merci o per
contenere il corredo delle spose novelle) avevano la loro scuola di
devozione, sacra a S. Giuseppe,
presso la chiesa di S.M. Formosa ,riportando una vittoria nel giorno della
Purificazione di Maria Vergine, chiesero al doge e alla Signoria di
recarsi ogni anno in visita alla chiesa . In occasione di tale visita il
doge veniva omaggiato dal pievano di S.M. Formosa di due cappelli di carta
o di paglia dorata, due fiaschi di malvasia con sopra due aranci : questi
doni furono la conseguenza della risposta assai scherzosa che il doge
diede alla loro richiesta di pellegrinaggio: "E se stesse per
piovere? E se avessimo sete?" e i "casselleri" prontamente
gli risposero: "Noi vi daremo cappelli da coprirvi e vi daremo da
bere". La chiesa che diventò subito parrocchiale fu rifatta dopo
solo due secoli per opera dei figli di Marino Patrizio nel 864. Un
incendio la distrusse nel 1105. Le due facciate principali quelle che dà
sul campo (1604) e quella che dà sul canale (1542) furono finanziate
dalla famiglia Cappello. La chiesa subì nel corso del tempo altri
restauri: ricordiamo qui quello avvenuto nel 1842 e quello più
consistente avvenuto nel 1916 a causa di una bomba caduta il 9 agosto di
quell'anno. Scuola di
San Marco - La
Scuola Grande di San Marco è una delle più armoniose e significative
opere architettoniche del Rinascimento veneziano . La scuola è detta
anche “dei battuti” ed è una delle sei scuole grandi di Venezia.
Sorta nel 1260 con scopi religiosi ed umanitari, ebbe sempre una
particolare protezione da parte della Signoria. Molti dei
confratelli di questa scuola furono uomini di gran fama e censo.
Incendiata e quasi distrutta nel 1485 venne ricostruita sotto la direzione
di Pietro Lombardo. Nel 1490 la direzione dei lavori per la facciata e lo
scalone interno furono assegnati all'architetto Mauro Codussi e vennero
ultimati nel 1495. Per la bellezza delle opere d'arte che racchiudeva e
per la magnifica architettura rinascimentale con la quale era stata
costruita, era la più bella fra le Scuole Grandi. Nel 1815 gli Austriaci
la modificarono, demolendo parte dell'interno, e trasformando l'edificio
in un ospedale. La Scuola oggi coincide con l'ingresso principale dell'Ospedale
Civile di Venezia.
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