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POMPEI La
città d'arte dissepolta
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Posizione
e storia - Pompei
sorge su un altopiano di formazione vulcanica,
posto sul versante meridionale del Vesuvio, a circa 30 metri sul livello del
mare ed a breve distanza dalla foce del fiume Sarno. La città fu sin
dall'inizio legata alla sua posizione sul mare e presto la città passò
dall'egemonia greca alla formidabile potenza degli Etruschi, risalgono a
quel periodo il Tempio di Apollo e le Terme Stabiane. Successivamente
Ponpei vide l'inarrestabile discesa delle popolazioni
sannitiche provenienti dalle zone montane che conquistarono nel corso del
V secolo a.C. tutta la Campania, ad eccezione di Neapolis. Ma fu nel II
secolo a.C. col dominio di Roma sul Mediterraneo che la città conobbe un
periodo di grande crescita a livello economico, soprattutto attraverso la
produzione e l'esportazione di vino e olio. Risalgono a questo periodo il
Tempio di Giove, la Basilica nell'area del Foro e la Casa del Fauno. La
situazione economica fu florida per molto tempo, tanto che furono
costruiti l'Anfiteatro e l'Odeon e in tempi successivi
l'Edificio di Eumachia e il Tempio della Fortuna Augusta. Nel 62 d.C.
iniziarono i problemi per la città con un disastroso terremoto che
provocò gravissimi danni e successivamente, il 24 agosto del 79 d.C., la grande eruzione
del Vesuvio con la quale Pompei fu sepolta completamente da una fitta
pioggia di lapilli e cenere.
AGRITURISMO
CAMPANIA
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POMPEI HOTEL
POMPEI
Urbanistica
- Oggi sappiamo che Pompei, al tempo dell'eruzione, si estendeva
su quasi 64 ettari e la sua popolazione era di circa 20.000 persone. La
planimetria della città dalla regolarità geometrica derivava
fondamentalmente dall'urbanista greco Ippodamo di Mileto, anche se non si conformava
pienamente alla sua rigida disposizione. Tuttavia Pompei costituisce il primo
esempio di pianificazione urbana sistematica in Italia. Architetti,
progettisti e costruttori
ebbero il loro momento più felice al tempo di Nerone, come conseguenza
del terremoto del 62 d.C. Infatti, durante gli ultimi diciassette anni
della vita della città, essi furono chiamati, non solo ad ampliare la zona
di Pompei, ma anche a ricostruire i numerosi edifici che il terremoto
aveva distrutto o danneggiato. Oggi, il visitatore della città dissepolta,
scopre con sorpresa, come fossero anguste la maggior parte delle strade
dell'epoca, generalmente da i 2,4 metri fino a arrivare ai 7 metri. In
molti incroci si incontrano delle fontane decorate con
pietre scolpite sormontanti la vasca rettangolare di pietra. Le fontane,
come pure numerosi edifici, erano alimentate da tubazioni di piombo
disposte sotto i marciapiedi e che prendevano l'acqua da un acquedotto che
cominciava da Serino, nei pressi dell'odierna Avellino, a 26 chilometri
nell'entroterra. Ma ciò che affascina della città di Pompei e la rende, dal punto di
vista storico ed artistico, un luogo unico al mondo, è la possibilità di
poter ricostruire, passo dopo passo, lungo le vie lastricate di basalto
lavico, la vita quotidiana degli abitanti di una città, che un evento
catastrofico come l'eruzione del Vesuvio, ha reso immortale.
L'Arte
- Dal punto di vista artistico le case erano dominate da affreschi che
costituivano l'aspetto più straordinario di Pompei. Tradizionalmente alle
pitture della città sono stati assegnati quattro stili diversi, definiti
"primo, secondo, terzo e quarto stile pompeiano", anche se oggi si
pensa che tale suddivisione sia ampiamente inadeguata a rappresentare la
varietà delle tecniche pittoriche. Infatti la molteplicità di stili nella
decorazione pittorica che rivestiva le pareti delle case pompeiane è
evidente e va dalla sobria ripartizione in riquadri colorati, a scenari
architettonici, talora semplici e talora molto complessi, fino alla visione
di prospettive assolutamente fantastiche, alle scene figurate e alla
ornamentazione pura. La tecnica utilizzata per realizzare gli affreschi
consisteva nell'applicare al muro due o tre strati ben fatti di intonaco
calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare. Quando il
tutto si era ben essiccato, si procedeva con la tecnica dell'encausto.
Naturalmente i pigmenti usati erano costituiti soprattutto da terre
colorate come le ocre, da tinte minerali come il carbonato di rame e
infine, da tinte di origine vegetale e animale. Mirabili esempi sono
rappresentati dagli affreschi della Casa dei Vettii, tra cui spiccano gli
Amorini che documentano le varie attività artigianali; dalla splendida
Venere in conchiglia della
Casa di Venere o dal misterioso ciclo di affreschi della Villa dei
Misteri, dedicato al culto di Dionisio, di 3 m. x 17, che costituisce una
delle più grandiose raffigurazioni pittoriche dell'antichità. E poi che
dire dell'arte della scultura in bronzo che ha un suo celebre esempio nel
Fauno danzante dell'omonima Casa, dell'amore per il vasellame e
dell'argenteria confermata dal ritrovamento di ben
115 pezzi d'argento nella Casa di Menandro. I mosaici completavano
mirabilmente la decorazione delle case: dai più semplici in coccio pesto,
ai tasselli in bianco nero con motivi geometrici come il Cave canem della
Casa del poeta tragico, alle vere e proprie opere d'arte con la più
vasta gamma di tinte, come la Battaglia di Isso rinvenuta nella Casa del
Fauno e oggi al Museo Nazionale di Napoli, che ritrae Alessandro Magno
contro Dario.
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