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CommentARTE

Con queste pagine interattive di CommentARTE, cerchiamo tanti critici d'arte, quanti sono i nostri visitatori. Un critico d'arte professionista è sicuramente autorevole e certamente i suoi commenti, si basano su conoscenze ed esperienza, ma un'opera d'arte è creata da un artista per il pubblico e dunque è il pubblico il vero critico finale. Se dunque siete critici professionisti o semplici amanti dell'arte, scrivete su CommentArte i vostri giudizi o sentenze, scrivete il vostro disappunto o la vostra stima. Scrivete di un'opera, di un artista, di una mostra, di un movimento. Dissertate intorno al concetto di Arte. Giudicate per essere giudicati, scrivete per essere letti, graffiate senza offendere, lodate senza compiacere ... in poche parole siate dei critici d'arte e firmate i vostri scritti.

Spazio per i tuoi commenti inerenti l’arte. Per scrivere cliccare sul tasto scrivi, ma ti consigliamo di leggere la pagina ARTE


Data inserimento: Sat, Jun 26, 2010 - 13:24:09

Commento n: 13

Nome: Associazione Culturale Vradia

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Località: PROVINCIA o NAZIONE
L'Associazione Culturale Vradia vi informa che è possibile affittare lo spazio per esposizioni artistiche presso la ns sede di Via Bellegra, 34 - 00171 Roma.

Chiunque fosse interessato può contattare direttamente il Presidente la Sig.ra Sersanti Silvia al numero 340-9686007 o inviare e-mail a: associazione_vradia@infinito.it


Data inserimento: Mon, Jun 21, 2010 - 11:29:48

Commento n: 12

Nome: Francesco Giuliani

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Località: ROMA
Egr. Staff "Pittart", da appassionato d'arte vi riporto uno dei tanti articoli reperiti on.line relativi ad una pittrice/artista(soprattutto "artista" della terra del Lazio(Gaeta) che ha destato in me molta curiosità, soprattutto per la sua "poetica": IL GRAFFIALISMO.
La pittrice è stata recensita, tra gli altri, dal Prof. Gabriele La Porta (Direttore Rai Notte) e dai senatori della Repubblica Valentini ed Urbani.
Ella sta tuttora esponendo al Festival dei Due Mondi di Spoleto - 53^ Edizione.

Spero di fare cosa gradita.

Lieto di seguirVi, cordialmente

Dr. Francesco Giuliani.

"""Antonella Magliozzi
GRAFFI… SINTESI DI UN’ANIMA
Mostra Personale di Pittura
dal 19 giugno al 4 luglio 2010
Inaugurazione Sabato 19 giugno ore 19:00
Ingresso libero
Presso: Palazzo Leti Sansi (I e II sala)

In occasione del Festival dei Due Mondi, la più importante manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo che si svolge annualmente nella città di Spoleto, il critico e storico dell’arte Sabrina Falzone propone la personale di Antonella Magliozzi intitolata “Graffi. Sintesi di un’anima”, un progetto artistico fondato sulla valorizzazione dell’arte contemporanea a trecentosessanta gradi, che sarà realizzato nella splendida cornice del Palazzo Leti Sansi.
A seguito del successo ottenuto dalla precedente esposizione nei locali comunali di Via di Visiale, la città di Spoleto accoglie ora una seconda edizione del progetto che si presenta come una monumentale mostra personale scandita dalle suggestive opere pittoriche di Antonella Magliozzi, contraddistinte dalla particolare tecnica graffialista, la quale ultimamente ha fatto parlare innumerevoli critici e appassionati d’arte. Si è detto più volte che “la pittura della Magliozzi sintetizza in modo singolare il concetto dell’informale, del non figurativo: una produzione artistica in cui è sempre presente una marcata non oggettività. Per questo la pittrice, al di là di catturare lo sguardo degli astanti, cerca di imprimere nella memoria degli spettatori il culto di virtuali fantasie, dove il fantastico, l’illusorio e l’immaginario sono pregni di forza fiabesca e poetica personificazione”.
A proposito della ricerca artistica di Antonella Magliozzi, la curatrice Sabrina Falzone afferma: “la profusione di graffi, nell’accezione di effluvi creativi, emerge in concitata sincronia segnica mediante una efficacie armonia cromatica”. L’arte è dunque emozione ancor prima che esecuzione, per questo la pittura dell’artista del Sud Pontino ha conquistato l’immediato interesse del pubblico. Il Graffialismo è stato subito oggetto di discussione anche dei più noti intellettuali italiani, basti pensare a Gabriele La Porta, giornalista e direttore di Rai Notte nonché Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università L.U.D.E.S. di Lugano, che si è espresso in merito alle tele di Antonella, affermando che esse “esprimono quello che non si vede” – già il critico Antonio Sorgente riteneva che l’artista ha il gravoso compito di “rendere visibile, l’invisibile” da una citazione di Papa Benedetto XVI - e prosegue asserendo: “molti dipinti di Antonella Magliozzi si rifanno all’Anima, rappresentata dal nostro inconscio ed è lì che l’artista in realtà riesce a cogliere ciò che altri non riescono a percepire. Queste sono opere che rappresentano la nostra interiorità. Rappresentano movimenti profondi, le nostre emozioni che sono tutt’uno con l’inconscio: solo un artista le coglie e le restituisce. Quando si parla di emozioni si ha a che vedere con la passione, che secondo gli antichi gli dei ci donavano. La pittrice capta queste passioni, mettendoci in contatto con qualcosa che noi non riusciremmo a percepire: quindi lei è una medium, un tramite, e non è un caso che l’arte è un collegamento tra umano e divino”. Ma Gabriele La Porta non è l’unico ad aver apprezzato l’arte di Antonella, anche i senatori Anna Spadoni Urbani e Domenico Benedetti Valentini hanno dichiarato di credere nel futuro e nel progresso, ovvero nei giovani impegnati nel campo artistico che vogliono “dire” e “dare”. Benedetti Valentini ha aggiunto che “un’artista così giovane che già dà un taglio così personificante, non solo è un pegno di successo, ma dà prova di uno spiccato temperamento. Inoltre la Magliozzi evidenzia un gusto delle tinte fine e straordinario. In un’artista così giovane questi fattori esprimono un tasso di maturità eccezionale”.
Il Graffialismo nasce in Italia agli inizi del XXI secolo, a Gaeta, come evoluzione dell'Astrattismo informale di Pollock, Riopelle e Hartung, dando libero sfogo al "gesto" in un momento storico povero di nuovi fermenti artistici innovativi. I “Graffialisti” si prefiggono come obiettivo principale della loro produzione artistica e filosofica l’analisi e la conseguente critica schietta ed emancipata delle problematiche etico-morali che affliggono la società contemporanea, la politica e – più in generale – il “comune modo di pensare” dell’Uomo del XXI secolo, auspicando un modus vivendi et operandi dell’intera popolazione mondiale finalizzato ad un sempre maggiore e crescente rispetto della natura, del prossimo, del vivere insieme, dei sentimenti nobili come l’amore, l’amicizia, la fiducia, la solidarietà, ciò affinchè sia tutelata la salute dell’intero pianeta e dell’Uomo che lo co-abita: una responsabilizzazione di ogni singolo individuo, che deve sentirsi “parte attiva” di un sistema mondiale ormai squilibrato e condannato al fallimento certo, ma ciò nonostante salvabile mediante il consapevole aiuto di tutti che, “graffiando via”, “allontanando” con energiche spatolate il male, la corruzione, le ingiustizie e le immoralità, riporta alla luce le bellezze solamente nascoste - come si fa per uno splendido affresco logorato dal tempo e dall’inquinamento.
Originaria di Gaeta, Antonella Magliozzi è stata riconosciuta universalmente come fondatrice del Graffialismo in Italia. Si menzionano, infine, le immancabili presenze dell’autrice in mostre sul territorio estero e italiano.


Data inserimento: Wed, Oct 7, 2009 - 16:24:25

Commento n: 11

Nome: ciccio frangone

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Località: ROMA

L'arte è la colorazione degli spasmi dell'universo, tradotti in immagini. Essi riflettono l'interiorità dell'artista, ma sublimati sulla tela riportano gli attimi dell'eternità, che si identifica con Dio.




Data inserimento: Tue, Jul 7, 2009 - 17:22:11

Commento n: 10

Nome: Paolo Lanzini

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Località: NOVARA

Si pensa più alla fornaia che al pane! Dopo il rudimento però, quante pagnotte dovremo comprare per riprenderci? Tutto e quindi anche l'arte sta muovendo troppi atomi intorno a noi! Già è difficile muoversi per il necessario..! Solo nel suo studiolo, il pittore vi farà sapere quanti atomi utili avrà spostato senza invadere atomi altrui. A presto!




Data inserimento: Wed, Mar 11, 2009 - 23:08:23

Commento n: 9

Nome: Salvatore Tesauro

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Località: NAPOLI

Premetto che non sono un critico ... il mio mestiere è quello di 'pittare' e, nel fare ciò, cerco di usare forme espressive comprensibili, anche per il ciabattino che sta sotto casa mia! Con tutto il rispetto, perché anche una persona digiuna di filosofia e psicanalisi, se intelligente, può capire il significato profondo di un messaggio! Quando leggo tutte le elucubrazioni mentali sul concetto di 'Arte e derivati', mi viene da ridere ... e sorrido di cuore, per tutte le fesserie che escono dalla nostra penna! Se mi chiedete di presentare al pubblico un 'Orinatoio' io dico: ... signori, questo è un orinatoio! ... se la stessa presentazione la fa Sgarbi, ecco che, come per incanto, l'Orinatoio assurge ad opera d'arte! ... Mi chiedo: dov''è l''artista? ... E' possibile fare la stessa operazione con un Caravaggio o con un'opera di Manzù? ... sembra assurdo, ma è più facile decifrare la 'Primavera' di Botticelli, piuttosto che un 'cesso' posizionato al centro di un salone della Biennale!
Concludo: che cos'è un'opera d'arte? ... Boh! ... fate voi ... meglio 'pittare' e non pensarci più!




Data inserimento: Wed, Mar 11, 2009 - 22:57:20

Commento n: 8

Nome: Salvatore Dado

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Località: MILANO

Il concetto 'arte' può sembrare un concetto astratto se si guarda da un punto di vista generale, l'arte può essere in qualsiasi cosa. Può essere in una nuvola, in un quadro, in un'auto, in una casa. L'arte è ciò che rende bella una cosa o ciò che la produce? In realtà se guardiamo una cosa brutta non diciamo che è fatta con arte, una cosa fatta 'a regola d'arte' come si usa dire, è una cosa fatta bene. L'universo è fatto con arte, se guardiamo come le ultime scoperte scentifiche hanno rivelato la materia come si compone, si aggrega e si disgrega. L'arte quindi non riguarda solo le 'belle arti' come si tentava di far credere fino al secolo scorso dove si operava a livello culturale una netta distinzione tra l'arte e la tecnologia, oggi con la esponenziale crescita tecnologica l'arte sta mostrando il suo vero volto, l'arte sta in qualsiasi cosa sia costruita, creata o abbia subito qualsiasi azione da essere pensante.




Data inserimento: Wed, Mar 11, 2009 - 22:43:18

Commento n: 7

Nome: Paolo Campidori

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Località: FIRENZE

ARTE, ARTIGIANATO, ARTE BELLA, ARTE BRUTTA…..
Arte, nel significato più moderno del termine, è ogni forma di ingegno umano che, nel momento più fecondo ed eccelso del suo operare, si concretizza nell’opera d’arte.
Opera d’arte dunque è il prodotto diretto dell’operare di un artista. L’opera d’arte può raggiungere l’eccellenza assoluta diventando ciò che si definisce un capolavoro. Difficile invece è la distinzione fra arte e artigianato poiché la linea di demarcazione fra le due cose è molto sottile. Le due attività spesse volte si confondono, per cui arte diventa artigianato e viceversa. Nell’arte, di solito, l’artista esegue un “unicum” irrepetibile per la stessa opera. L’ingegno artigiano, pur raggiungendo momenti fecondi ed eccelsi, tipici dell’artista, tuttavia si differenzia da quest’ultimo, in quanto riproduce la propria opera in un numero illimitato di copie. In questa categoria non rientrano le litografie, le xilografie, ecc. se esse vengono stampate in un numero molto limitato di esemplari e se gli stessi vengono numerati e firmati, uno per uno, dall’artista.
Abbiamo detto che l’opera d’arte è il prodotto dell’artista, ragion per cui tutto ciò che è scaturito dal pennello di artisti famosi, quali Giotto, Cimabue, Botticelli, Raffaello, Leonardo, ecc. oppure dallo scalpello si famosissimi scultori del calibro di Michelangelo, Donatello, ecc. si può definire opera d’arte. E’ vero che artisti si nasce, ma non credo che, in linea puramente teorica, le opere giovanili di un grande pittore o di un grande artista siano da paragonare alle opere che questi hanno realizzato nella loro maturità. Oppure bisogna pensare il contrario? Se la realtà ricalcasse questa ultima ipotesi, bisognerebbe chiedersi come mai artisti famosi come Giotto e come Masaccio, hanno fatto “bottega” presso un grande maestro, superando a volte il loro maestro come nel caso di Giotto e Cimabue e tantissimi altri? L’opera d’arte viene prodotta, come abbiamo visto, dall’ingegno umano nel momento più fecondo ed eccelso del suo operare. Inutile quindi parlare di arte bella e arte brutta, mi sembra che la cosa non abbia senso. L’arte è bella quando l’artista è riuscito, con il suo talento, a dare il meglio di se stesso anche quando crea soggetti che possono creare sensazioni di ripugnanza, di dolore, di paura, ecc. Vedi ad esempio l’opera di Munch “L’urlo” (che è un urlo di disperazione), oppure tante opere di Schiele, Ensor, ecc. L’arte contemporanea, nella sua infinita varietà, è bella e brutta, allo stesso tempo, e, molto raramente, si perviene a un capolavoro. Diciamo che l’arte contemporanea, salvo le dovute eccezioni, è mediocre. Questo è dovuto al fatto che gli artisti contemporanei hanno operato in momenti poco fecondi della sua attività creativa e di conseguenza poco eccelso del suo operare. Oppure gli stessi hanno subordinato il loro talento alla possibilità, oggi tanto di moda, di realizzare facili guadagni.\r\nA questo punto si potrebbe parlare di arte contrapposta a “non-arte” e al concetto di “anti-arte” ma di ciò parlerò in una prossima occasione.




Data inserimento: Wed, Mar 11, 2009 - 22:32:52

Commento n: 6

Nome: Pierangiolo Berrettoni

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Località: PISA

Nella nostra visione dell'arte mi sembra continui a prevalere la concezione romantica e postromantica dell'arte come ispirazione irrazionale o pre-razionale, manifestazione di ciò che è dentro le emozioni dell'artista, soprattutto l'opera di un genio isolato, spesso sofferente, sempre tormentato: certamente di fronte alle manifestazioni romantiche o decadenti dell'arte, al titanismo beethoveniano o mahleriano (la cui prima sinfonia è, appunto, chiamata Titano) è difficile sottrarsi a questa visione. E' anche vero, però, che con questa visione rischiamo di perdere non pochi
elementi che concorrono alla complessità del fenomeno artistico. I gestori del sito ci invitano (credo a ragione) a riflettere sull'origine della stessa parola arte che nell'originale latino (ars) indicava ogni abilità mirata a progettare o a costruire qualcosa, così come i greci parlavano di tékhne, la stessa parola che è all'origine della nostra tecnica. Ovvero l'arte è anche, se non soprattutto, un fare, una competenza fattuale e performativa,
'poietiké' (sono ancora i greci a coniare questa parola), che implica non solo ispirazione, ma anche e soprattutto un sapere formale, un'abilità che si acquisisce attraverso una pratica, lunga e non facile, di studio, riflessione e apprendimento all'interno di una consorteria o una bottega nel periodo rinascimentale. A mio avviso, l'opera d'arte non è riuscita pienamente se non comporta una 'costruzione': l'opera d'arte 'costruita' e in qualche modo
'arti-ficiale' non è un'opera poco riuscita, perché priva di emozioni e sentimenti, ma al contrario la vera opera d'arte realizzata. Per secoli e millenni tutte le culture affidavano al 'poeta' il compito di acquisire attraverso anni di studio la competenza necessaria a comporre opere che contenessero e trasmettessero attraverso il tempo e le generazioni l'insieme dei saperi, delle credenze, delle mappe mentali che assicurano la coesione e l'identità sociali del gruppo: così sono nati i poemi omerici e così, probabilmente, sono nate le arti figurative a partire dai primi graffiti tracciati nelle grotte dell'uomo preistorico. L'arte è anche citazione, desiderio che il fruitore colga le allusioni, i rinvii, le agnizioni a opere precedenti: posso rivisitare un quadro seicentesco citandone un solo elemento, facendone però altro, un'opera della modernità che guarda al passato, ma lo trasfigura. L'artista è, in qualche modo, un'angelo metafisico' (espressione che ho letto da qualche parte, anche se non ricordo dove), di nuovo, però, se intendiamo questa espressione non in un 'accezione mistica e irrazionale, ma nel suo valore etimologico di 'messaggero di cose che trascendono l'immediatezza del dato naturale', accompagnando individuo e collettività nel difficile passaggio da natura a cultura che ha caratterizzato il processo evolutivo della specie umana.




Data inserimento: Wed, Mar 11, 2009 - 21:53:19

Commento n: 5

Nome: Vincenzo Maniscalco

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Località: PROVINCIA o NAZIONE
L’Arte contemporanea non sa più Emozionarci!

E' passato un tempo lunghissimo! dall'arte preistorica, fino a giungere oggi alla Transavanguardia. Se non altro, quest'ultima ha il merito di ritornare ad una pittura non più mortificata da 'incombenze ideologiche e da arrovellamenti intellettuali' e riscopre, così, il piacere di esprimersi liberamente, abbandonando, definitivamente, gli intellettualismi e le provocazioni ideologiche, che hanno ormai stancato ed annoiato tutti Noi! Ma ancora oggi qualche critico d'arte prezzolato riesce, paradossalmente, a far quotare migliaia di euro artisti che hanno avuto successo criticando la società capitalistica e consumista! Ormai l'Arte, anche Lei, la suprema è diventata terreno lottizzato ideologicamente, aristocratica e ripettiva, provocatoria fino alla noia! Quanta strada abbiamo percorso, passando dai grandi geni dell'Arte antica, fino all'espressionismo di Van Gogh e Gaugain, dai Fauves con Matisse, al Cubismo di Picasso, all'astrattismo di Mondrian, al movimento Der Blaue Reiter con Vasilij Kandinskij, poi per i Dada con DuChamp e Picabia, dalla Metafisica di De Chirico, Carrà e Morandi, passando poi per i Surrealisti con Mirò e Dalì, abbiamo conosciuto l'Informale, la Op-Art, la Pop-Art, il Concettuale, fino a giungere con la Transavanguardia, da dove eravamo partiti! Un percorso, commovente, per niente inutile, se finalmente ci convinciamo che l'Arte deve essere intuizione, passione e ricordo. L'Arte deve sapere emozionarci in un istante, come uno scoppio, come un flasch di sentimento. Un battito di ciglia e già innamorati, perchè ci riconosciamo!
L'opera d’Arte-Bellezza-Verità nasce quando la ragione riesce a ricordare, assemblando, forma e contenuto, riconoscendo, quindi, ciò che già conosce, ci emoziona. Tanto più nitido è il ricordo, tanto più ci emozionamo; più la ragione riconosce all'istante, più alto è il livello di energia, più forte è il campanello d'allarme emotivo! Quando, invece, la ragione, non ricordando, tarda ad assemblare, l'opera d'Arte-Forma-Linguaggio e l'opera d'Arte-Contenuto-Idea, ci allontaniamo dall'opera d'Arte-Bellezza-Verità, basso è, quindi, il livello di energia e poco ci emozionamo! L’opera d’Arte-Bellezza-Verità, come una cellula totipotente, ha una memoria interna della cosa che sarà e che è sempre stata! L'opera d'Arte come l'universo diventa così come un armonioso ordine in sé del caos, istintivo e passionale, semplice intuizione, semplice ricordo di Forma, contenuto e temperamento senza balbettamenti!!
L’intera Arte, tutta, ha balbettato e continua a balbettare la verità teneramente. Della Bellezza-Verità, grazie a pochi uomini geniali, abbiamo bellissimi sfumati ricordi! Oggi, il mio progetto, è sostenere e promuovere, ciò che amo, ciò che sa emozionarmi. Personalmente, mi sforzerò più a riconoscere che a conoscere, seguendo il mio Istinto!




Data inserimento: Wed, Mar 11, 2009 - 21:42:27

Commento n: 4

Nome: Gabriele alonaci

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Località: FIRENZE
Originariamente la parola arte significava sapere e abilità manuale, oggi:
- l'arte non è solo immaginazione
- l'arte non è solo filosofia
- l'arte non è solo conoscenza
- l'arte non è solo inutilità
- l'arte non è solo un atto fisico
- l'arte non è solo ...
L'arte è quella che ciascuno intende, ma è tanto grande e libera da non poter essere imprigionata in una definizione.
Gabriele Calonaci


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