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Pitture e artisti
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Girgio Gregorio Grasso critico d'arte

Giorgio Grasso

Storico e critico d’arte

Giorgio Gregorio Grasso, laureato in storia e scienze dei beni culturali, è nato a Modica in Sicilia il 3 febbraio 1961. Critico d’arte e docente universitario, è curatore di mostre d’arte nazionali e internazionali, conduttore di trasmissioni TV sull’arte,  Direttore Mediolanum Art Gallery e Presidente fondazione Arte Contemporanea.

Innumerevoli sono gli eventi della sua brillante carriera, qui riportiamo solo alcune dei più salienti step:

1982 - capo segreteria assessorato alla cultura della regione Lombardia
1985 - direttore della rivista “ARTE RAMA"
1992 - capo della segreteria della commissione cultura della camera dei deputati
1999 - direzione cultura – provincia di Milano
2001 - capo di gabinetto del vice ministro dei beni culturali
2004 - direttore Telemarket (la più importante televisione italiana di Arte)
2006 - capo di gabinetto assessorato alla cultura comune di Milano
2009 - assessore alla cultura comune di Salemi
2011 - curatore Padiglione Italia nella 54a edizione della Biennale di Venezia sotto la direzione di Vittorio Sgarbi
2012 - consulente per la cultura del presidente della provincia di Cuneo
2015 - curatore assieme Bosmat Niron dell'EXPO Milano 2015 international contemporary Art
2016 - curatore Biennale internazionale D’arte sulle Dolomiti, Biennale internazionale d’arte di Bari e Triennale del Bramante di Roma.
2017 - curatore padiglione Armenia 57a edizione della Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta e curata da Christine Macel

 

Cenni sul pensiero di Giorgio Grasso e sul suo "Rivoluzionismo":

Giorgio Grasso è uno che non si risparmia, è Critico d’Arte tra i più quotati, stretto collaboratore di Vittorio Sgarbi, creativo iniziatore del Rivoluzionismo, corre in aiuto degli artisti emergenti pur mantenendo la vicinanza con i più quotati veri artisti del momento.
Giorgio Grasso e Vittorio Sgarbi
Giorgio Grasso conosce Vittorio Sgarbi da molti anni e questa amicizia ha condotto Grasso ad accompagnare l'eclettico e noto critico ferrarese in diverse esperienze, diventando suo Capogabinetto quando questi era Sottosegretario ai Beni Culturali, suo assistente quando Sgarbi era Assessore alla Cultura al Comune di Milano, assumendo egli stesso la carica di Assessore a Salemi nella Giunta guidata dall’amico, fino all’iniziativa politica con il movimento “I Liberal Sgarbi - I Libertari”.

Giorgio Gregorio Grasso ha fondato il “Rivoluzionismo“, che presenta come un “movimento culturale e artistico che si pone l’obiettivo, attraverso l’arte e la cultura, di modificare l’attuale società che versa in una profonda e drammatica crisi”.
Come il “Futurismo” è stato un movimento di artisti, di letterati e di poeti, il “Rivoluzionismo” ha come scopo quello di mobilitare le masse degli artisti, che in Italia sono tantissimi, per rivoluzionare il mondo dell’arte e per rivoluzionare l’idea stessa di arte.
Il "Rivoluzionismo" critica l’arte concettuale di Duchamp, la “Merda d’artista”, "il sonno d'arista", "il vomito d'artista" e in una parola tutta la non-arte che in realtà ha rovinato la vera arte, modificando la mentalità, non solo degli operatori, ma anche dei fruitori dell’arte.
Nel manifesto del "Futurismo" Marinetti scrisse: "vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri". Oggi Giorgio Grasso, forse direbbe che vuole liberare l'arte dalla "merda d'artista". Di certo oggi Grasso dice che occorre ritornare alla vera arte e soprattutto ritornare a uno Stato - di qui la mobilitazione rivoluzionista - che si occupi dell’arte. Oggi occorre dare concrete possibilità ai giovani artisti di lavorare, di esporre, di farsi vedere, occorre uno Stato che dia la possibilità agli artisti italiani di esportare l’arte in tutto il mondo.
Ennio Doris e Giorgio GrassoL’Italia, che è nota nel mondo per l’arte, oggi e da troppi anni è classificata per l'arte contemporanea di Serie B, perché oggi l’arte parla inglese, tedesco, francese, ma sicuramente non parla italiano.
Il “Rivoluzionismo” vuole modificare la mentalità della classe politica italiana e quindi di tutta la popolazione, di cui la classe politica è soltanto l’emanazione, la rappresentanza, nei confronti dell’arte.
Quindi più attenzione, più indirizzo artistico reale e poche rappresentazioni politico-comunicative che fanno passare per arte quella che invece arte non è.
Secondo Giorgio Grasso è da troppo tempo che è stato snaturato il concetto dell’arte, e che dell’arte si fa soltanto della merce. L’arte è vista solo come “quanto vale”, “quanto rende”, “quanto investi”, per cui tu compri la “merda” a un euro e poi la rivendi a cinque, e questo guadagno è la sola ragione per comprare “merda”. Compri le opere di "X" o vendi "X" perché è un investimento e nessuno più segue l’arte per l’arte.
In questo senso serve una rivoluzione e per questo dice: "Non sopporto che l’arte sia esclusivamente legata al mercato anche se il mercato è fondamentale e serve e va valorizzato, ma non c’è solo il mercato della "merda", basta riuscire a vendere e a diffondere e a valorizzare la vera arte".

Giorgio Gregorio Grasso è:

Giorgio Gregorio Grasso è alla Biennale di Venezia Alla 57a edizione della Biennale di Venezia
Giorgio Gregorio Grasso è al Mediolanum Art Gallery di Padova Alla Mediolanum Art Gallery di Padova per il Premio Internazionale d'Arte Contemporanea
Giorgio Gregorio Grasso è al Mediolanum Art Gallery di Padova Alla Triennale del Bramante di Roma